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October 16 Appuntamento con la MorteMmh...è un bel pò che non scrivo qua sopra...
Vabbè, rimediamo subito!!!
Oggi voglio raccontarvi una storia, anzi una favola, anzi una parabola...anzi una sura del Corano!
Sì, avete letto bene, il Corano! Avete presente quel libro che gli Islamici usano nello stesso modo nel quale noi Cristiani usiamo la Bibbia (tenere in equilibrio i tavoli pericolanti, tramortire i ladri che entrano in casa, ecc...)??? Bene, proprio quel libro lì!
Dunque, ci sono molti racconti interessanti in quel libro, proprio come nel nostro (sorprendente quante cose hanno in comune Oriente e Occidente, vero?), ma quello che voglio raccontarvi è particolarmente inquietante.
Appuntamento a Samarra
Un giorno un Mercante di Baghdad mandò il suo Servitore al mercato per fare spese e, quando lo vide tornare spaventatissimo gli chiese cosa mai fosse successo.
Il Servitore gli rispose che mentre era al mercato aveva incontrato la Morte che gli aveva fatto un gesto di minaccia, quindi chiese al suo padrone un cavallo per fuggire nella lontana città di Samarra, dove, secondo lui, la Morte non lo avrebbe raggiunto.
Il Mercante diede il Cavallo al Servo, e poco dopo tornò al mercato, dove incontrò la Morte anche lui.
Appena la vide, le chiese con rabbia come aveva osato rivolgere un gesto di minaccia al suo Servo.
"Il mio", si giustificò la Morte,"non era un gesto di minaccia, ma di sorpresa! Infatti non mi aspettavo di vederlo qui, visto che stasera ho un appuntamento con lui a Samarra!"
Che vuol dire questa storia? Che non si sfugge al proprio Destino? Che fuggire dalla Morte serve solo ad accorciare la nostra Vita? Che la Morte è come il Natale (quando arriva, arriva!)?
Esistono molte interpretazioni di questa storia, ma io credo che ognuno possa trovarne una adatta a sè stesso.
In ogni caso il Poeta Roberto Vecchioni ne ha dato una sua interpretazione traendovi una nota canzone, che pubblico di seguito, dove il Mercante cede il posto al Re Alessandro Magno, il Servo ad un Soldato e la città di Samarra viene sostituita da quella di Samarcanda.
Questa canzone, pur avendo un significato un pò malinconico, ha un ritmo che, nonostante tutto, mi mette semre il buon umore. Sarà merito anche del violino del Maestro Angelo Branduardi (che, nel curioso video che pubblico, canta pure)?
Ci sono versioni che antepongono alla canzone questa introduzione per intero, mentre altre ne contengono solo l'ultima parte:
C’era una gran festa nella capitale
perché la guerra era finita. I soldati erano tornati tutti a casa ed avevano gettato le divise. Per la strada si ballava e si beveva vino, i musicanti suonavano senza interruzione. Era primavera e le donne finalmente potevano, dopo tanti anni, riabbracciare i loro uomini. All’alba furono spenti i falò e fu proprio allora che tra la folla, per un momento, a un soldato parve di vedere una donna vestita di nero che lo guardava con occhi cattivi... Samarcanda - Roberto Vecchioni
Ridere, ridere, ridere ancora, “Salvami, salvami, Grande Sovrano, “Corri Cavallo, corri ti prego Fiumi, poi Campi, poi l’Alba era Viola, “Sbagli, t’inganni, ti sbagli Soldato, "Non è poi così lontana Samarcanda, oh oh Cavallo, oh, oh Cavallo, oh oh Cavallo, oh oh, Cavallo, oh oh"
Non chiedetemi che c'entrano Stanlio&Ollio, però ci stanno!
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